L’intervento di lipofilling è un trapianto autologo di tessuto adiposo indicato per:

  1. stabilizzazione del risultato chirurgico-ricostruttivo;
  2. riempimento dello svuotamento del seno naturale o chirugico;
  3. riempimento dei poli inferiore o superiore del seno se già sfiancato e assottigliato dal mal posizionamento di impianti;
  4. aspetto più naturale e giovane del seno, in caso di povertà tissutale dei seni per rendere il tessuto più spesso e trofico;
  5. raggiungimento di un risultato estetico gradevole,

Il lipofilling, associato sia alla sostituzione degli impianti sia alla mastopessi, è uno dei pilastri su cui poggia una proposta terapeutica ricostruttiva per ottenere un risultato accettabile e consolidato.

il tessuto adiposo trapiantato migliora le cicatrici, e nel caso del viso, anche quelle superficiali lasciate dall’acne, residuate da ustione. Dopo un solo lipofilling, infatti, la cute diventa più elastica, omogenea e acquisisce un aspetto sano, effetto molto importante negli interventi di mastoplastica additiva.

 

Quanti Lipofilling devono essere fatti?

Nel caso dell’innesto al seno, vanno effettuati almeno due lipofilling, a distanza di alcuni mesi dall’intervento di posizionamento di impianti associato, o non, a mastopessi e a distanza di alcuni mesi uno dall’altro. E’ necessario che dal primo intervento trascorrano alcuni mesi, affinché vi sia il tempo per un’adeguata formazione della capsula periprotesica e si eviti così qualsiasi danneggiamento dell’impianto. E’ poi necessario che gli interventi di lipofilling siano almeno due, poiché il grasso ha un indice di riassorbimento circa del 40-50% e quindi per mantenere il volume e la qualità del risultato chirurgico è necessaria almeno una integrazione di grasso con un secondo lipofilling.

Letteratura scientifica

L’intervento di Lipofilling (dal greco lipos = grasso e dall’inglese to fill= infiltrare ) è un intervento chirurgico  che consiste nell’ utilizzare tessuto adiposo proprio per modificare i contorni e le forme corporali anche in maniera permanente e senza infiltrazione di sostanze estranee all’organismo, ma con “grasso” autologo, che non causa rigetto.

Come riportato in letteratura,risalgono alla fine dell’800 esperienze cliniche di reimpianto di tessuto adiposo a scopo riempitivo quindi la tecnica di utilizzare il grasso corporeo come materiale di riempimento non è affatto una metodica recente. Poi si è sviluppata nel secolo successivo fino al 1989 con Fournier che ha introdotto la tecnica di iniezione del grasso non purificato come impianto autologo tramite siringa, tecnica che nominò liposcultura o lipofilling (Fournier P. 1985). Da allora, la procedura si è notevolmente diffusa con finalità sia estetico-riempitive sia ricostruttive e funzionali.

La tecnica è stata perfezionata con il Professore Coleman, un noto e famoso chirurgo, che nel 1998 ha presentato i risultati ottenuti con una speciale tecnica d’infiltrazione da lui chiamata Lipostructure. In realtà la tecnica riguarda un innesto di tessuti che sono trasferiti in modo da mantenere intatta la struttura vascolare: il grasso è aspirato mediante una cannula collegata a una siringa e poi iniettato nella zona da dover trattare. Se il grasso è iniettato in grandi quantità non tutte le cellule adipose sopravvivranno perché non a diretto contatto con il tessuto vascolarizzato. Da qui la necessità di eseguire almeno due interventi di lipofilling in successione.